E’ arrivato il piccolo angelo!

La sensazione che ci fosse qualcosa di poco chiaro ha fatto si che alla fine dell’ottavo mese sentissi di dover fare una ecografia di controllo, spesso mi sono trovata a dire ad Olivia e Caterina: “Vorremo bene alla sorellina anche se nasce con qualche problema? Anzi, l’ameremo ancora di più vero?” Loro non capivano, ma mi assecondavano guardandomi un po’ come se fossi pazza.

Anche la Giò, la mia sorellina, non capiva come mai mi facessi tanti pensieri riguardo alla piccola visto che non era stato così per le altre due gravidanze, e tutti gli esami davano esiti positivi, le dicevo:” Sarà forse perché ora ho 40 anni…forse sono solo più apprensiva” ma non ero mai convinta della mia risposta!

L’8 di settembre alle 9 del mattino, con un mese di anticipo, è nata la mia piccolissima Amelia!

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Ed ecco il secondo “fermo immagine”: nel pomeriggio Corrado, il nostro amico e pediatra, entra in stanza e dice a me ed Ettore: “Mi spiace ragazzi, soprattutto di non essermene accorto subito, sembra che la piccola Amelia abbia la Sindrome di Down, per il momento, non avendo fatto l’amniocentesi, è solo un’ipotesi, dobbiamo fare la mappa cromosomica e poi, se sarà confermato, ne parleremo. Per il momento vi posso dire che a volte ci sono dei “falsi”, il pezzettino di cromosoma che inizialmente si separa a volte si riattacca da qualche altra parte lasciando dei tratti somatici ma non la sindrome.”

Poi ci dice:”Ve lo devo chiedere: volete comunque tenere la bambina?”

Shock! Che domanda! Lui ci guarda con tenerezza e ci dice: “Ve lo devo chiedere da protocollo, spesso succede che alcuni genitori non se la sentano di tenere i piccoli ed è giusto che abbiano la possibilità di palesarlo, capita che i bimbi rimangano con noi in ospedale per un periodo e poi i genitori vengano a riprenderseli dopo che hanno metabolizzato la notizia, soprattutto genitori giovani e al primo figlio…”

In realtà quella domanda agghiacciante ha innescato un meccanismo di protezione ancora più forte, io non ero per nulla sorpresa dalla notizia, mi aspettavo che ci fosse qualcosa e l’ho amata ancora di più perché ho sentito che la connessione con lei era grande e la “nostra comunicazione dalla pancia” era stata reale! L’ho ringraziata per avermelo “detto”!

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